Lunedì 20 aprile presso il teatro parrocchiale di Povegliano Veronese la Parrocchia con Vivere Salendo, Comunicazione e Cultura Paoline Onlus e Scuola Popolare ha proposto un conferenza sul ruolo della donna nella modernità.
Relatore della serata il dott. Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Internazionale sulla Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo Card. Van Thuan, il quale ha presentato il VI rapporto sulla DSC nel mondo: “La rivoluzione della donna, la donna nella rivoluzione”.
Il relatore ha illustrato come il modernismo abbia via via sempre più espulso Dio dalla società, una società che con l’avvento delle tecnologie e lo sviluppo della scienza applicata nel campo medico ha aperto questioni un tempo impensabili, e in cui la biopolitica risulta essere il nuovo terreno di confronto dell’umanità.
La rivoluzione antropologica avviata nel sessantotto con i movimenti femministi è nella sua seconda fase iniziata con le conferenze su popolazione e sviluppo del Cairo nel 1994, e sulla donna nel 1995 a Pechino. In entrambe le situazioni la Santa Sede si trovò isolata assieme ai Paesi più poveri del mondo dai c.d. Paesi avanzati che pretendevano di plasmare un nuovo umanesimo in cui l’aborto fosse un diritto, la contraccezione libera, la sterilizzazione di massa diffusa, e in cui i termini gender e diritti sessuali e riproduttivi salpavano lungo le rotte dell’ideologia mondialista.
Profetiche furono le parole di San Giovanni Paolo II, che nella sua “lettera alle donne” del 1995, scritta in occasione della conferenza di Pechino, disse: “I gravi problemi sul tappeto vedranno, nella politica del futuro, sempre maggiormente coinvolta la donna: tempo libero, qualità della vita, migrazioni, servizi sociali, eutanasia, droga, sanità e assistenza, ecologia, ecc. Per tutti questi campi, una maggiore presenza sociale della donna si rivelerà preziosa, perché contribuirà a far esplodere le contraddizioni di una società organizzata su puri criteri di efficienza e produttività e costringerà a riformulare i sistemi a tutto vantaggio dei processi di umanizzazione che delineano la «civiltà dell’amore»”.
Al termine della relazione sono state proposte due testimonianze che hanno esposto la drammaticità di scelte culturali e politiche in sfavore della vera dignità della donna: La Quercia Millenaria ha raccontato quanto sia difficile sostenere gravidanze patologiche causa una cultura medica sempre più abortista e l’assenza di protocolli sanitari adeguati, mentre la Comunità Papa Giovanni XXIII ha descritto la situazione della SS11 di Verona lottizzata da bande criminali che schiavizzano donne straniere nel racket della prostituzione e denunciando che la soluzione non saranno le case chiuse o i quartieri sex free.
La conferenza si è quindi conclusa con la vendita di libri che raccontano della santità di donne che hanno fatto grande la storia dell’umanità, a partire da Maria Immacolata, primo modello di donna