Il beato Alberto Marvelli è una figura emblematica per la mia formazione all’impegno politico.
Nato il 21 marzo 1918 a Ferrara, Alberto Marvelli si laureò nel 1942 in ingegneria meccanica all’Università di Bologna. Impegnato nell’Azione Cattolica per cui fu anche vicepresidente diocesano, fu anche presidente dei Laureati Cattolici e membro del direttivo della Democrazia my-biblio-144Cristiana.
Il suo impegno sociale era instancabile: aiutava poveri, diseredati, senzatetto, i suoi privilegiati in un tempo in cui la guerra distrusse i valori civili e morali.
Con la liberazione fu nominato Assessore ai lavori pubblici di Rimini, dove si stabilì con la famiglia, e si guadagnò l’appellativo di “assessore alla ricostruzione”.
Il 5 ottobre 1946 morì tragicamente investito da un camion militare mentre si recava a tenere un comizio per le amministrative.
La sua spiritualità e la sua azione si potrebbe riassumere nel motto “Vivere salendo o morire!”. Da questo motto io con alcuni amici abbiamo fondato l’associazione Vivere Salendo, con l’intento di vivere quanto disse San Giovanni Paolo II nell’omelia della Beatificazione: «Nel difficile periodo della seconda guerra mondiale che seminava morte e moltiplicava violenze e sofferenze atroci, il beato Alberto alimentava una intensa vita spirituale, da cui scaturiva quell’amore per Gesù che lo portava a dimenticare costantemente se stesso per caricarsi della croce dei poveri»

Questo libro raccoglie il suo diario spirituale, e alcune lettere che scrisse tra il 1936 al 1946.

Qui casca l’asino, è inutile pretendere di voler farsi santi, di voler essere apostoli, di apparire attivi lavoratori se non si medita, se si corre dietro ad ogni pensiero anche frivolo, se non si è capaci di imporsi un più vivo raccoglimento, un senso critico (buono) di osservazione, un’autonomia di riflessione nell’esame dei problemi, una sensibilità viva per tutti quei fenomeni spirituali, politici, sociali, religiosi che si verificano intorno a noi.

Alberto Marvelli, 23 agosto 1946.