Il Beato Marvelli era molto legato alla figura di Piergiorgio Frassati. Un altro beato dei primi del ‘900, simbolo di quella gioventù cattolica che aspirava alla santità incarnandosi fino in fondo nelle miserie della vita quotidiana. Piergiorgio nacque il 6 aprile 1901 in una famiglia borghese della Torino “illuminata”. Il padre Alfredo fu senatore del regno, fondò il quotidiano La Stampa, e fu ambasciatore d’Italia a Berlino; ad indicare che Piergiorgio poteva godere di una vita agiata ed una carriera politica grazie ai salotti buoni. Ma lui preferì imboccare la via tortuosa della santità, e dopo aver frequentato il ginnasio dai gesuiti, si iscrisse all’Apostolato della preghiera e alla Compagnia del SS. Sacramento. Diplomato in agraria nel 1917, si iscrive al Politecnico di Torino per la laurea in ingegneria meccanica con specializzazione mineraria.

my-biblio-142
Piergiorgio Frassati, editrice AVE, 1985

Frassati fu parte di quella generazione di cattolici militanti accomunati da due caratteristiche principali: un’intensa partecipazione ai sacramenti ed un fervente apostolato sociale. Erano la concretizzazione di quella fede che per mezzo della carità non poteva non tradursi in opere.
Piergiorgio puntava in alto, anche per questo Alberto Marvelli lo prendeva come esempio. Per loro il paradiso non era una meta lontana, né astratta. Tanto che anche il beato Frassati il 4 luglio 1925, a soli 24 anni salì al cielo stroncato da una poliomielite fulminante.

Di fronte a figure come Piergiorgio Frassati, Alberto Marvelli, Giuseppe Castagnetti ed altri, sorge quella domanda tanto impegnativa quanto affascinante: “si può essere santi a ventiquattro, ventuno, a diciotto anni?”

“La verità e la coerenza di cui è stato capace può appartenere anche a chi vuole affrontare le domande più impegnative per la propria esistenza. Coscienziosamente, in umiltà. E cioè affrontare quelle «montagne» etiche e religiose con lo stesso entusiasmo con cui il giovane Frassati seppe scalare le vette delle sue Alpi”.

“Piergiorgio era amico sopratutto con l’esempio. Non proponeva mai qualcosa in cui lui per primo non credesse e non si sforzasse di essere. Il cristianesimo per lui non voleva dire essere «musone». Tutto il contrario”.