Il Parlamento Europeo, dal 7 al 10 settembre, si è riunito in seduta plenaria per discutere di vari temi cruciali per la vita dell’Unione Europea. Dalle sedute è emersa una tendenza culturale ed una linea politica che va sempre più verso l’opzione genderista e meticcia, che cosa significa?
Nella giornata di mercoledì, dedicata allo stato dell’UE, con 408 voti favorevoli, 236 contrari, e 40 astenuti, è stata approvata la risoluzione, non legislativa, a prima firma Liliana Rodrigues.
Sotto la vestigia della parità dei diritti delle donne e di una loro maggior emancipazione economico-sociale vengono inserite una serie di richieste da adottarsi nei programmi scolastici e nei diversi gradi d’istruzione che hanno come fine la trasformazione culturale delle giovani generazioni, costruendo così la nuova Europa. Dei 57 punti della risoluzione, quello chiave è il numero 44 che professa la fede nell’indifferentismo sessuale affermando che:

“crede fortemente nel potenziale trasformativo dell’istruzione nel sostenere la causa dell’uguaglianza di genere; riconosce che i programmi di istruzione formale e informale devono affrontare e combattere la violenza di genere, la discriminazione di genere, le molestie, l’omofobia e la transfobia, in tutte le loro forme, ivi comprese le forme di cyberbullismo o molestie online; riconosce che l’educazione all’uguaglianza di genere e contro la violenza basata sul genere dipende da ambienti scolastici sicuri e liberi dalla violenza”;

Ma poche righe più sopra, questo credo genderista si spinge ben oltre chiedendo di “assicurare l’eliminazione degli stereotipi e dei pregiudizi sessisti che potrebbero figurare nei libri di testo e nel materiale didattico, sia nei contenuti che a livello linguistico o nelle illustrazioni, incoraggiandoli anche a combattere il sessismo presente nella letteratura, nel cinema, nella musica, nei giochi, nei media, nella pubblicità e negli altri settori [..]” (punto 41). Significa ad esempio che romanzi come “I Promessi Sposi” o la fiaba di “Cenerentola” sono da combattere perché veicolo di pregiudizi sessisti. Largo quindi alle nuove fiabe gender-free o a problemi di matematica in cui “Elisa e i suoi due papà devono comprare due pomodori…”.

E veniamo al secondo punto dibattuto: l’emergenza profughi. L’Europa delle libertà e dei diritti, svincolata dalla responsabilità derivante dai doveri, non può che aprire le proprie porte al qualunquismo, e vedere l’immane e tragica situazione di molti esseri umani costretti a fuggire come il presupposto fondamentale per creare quel meticciato culturale tanto caro a certo americanismo e a certa sinistra. Credo che si possa leggere in quest’ottica, pur riconoscendo le esigenze umanitarie contingenti, della risoluzione approvata sull’ immigrazione che prevede un sistema di distribuzione dei migranti permanente ed obbligatorio tra membri Ue.

Emerge quindi chiara quale sia la linea culturale di medio-lungo termine adottata dalle politiche europee: creare un’Europa meticcia e genderista, in cui i vincoli culturali e familiari siano sostituiti dal multiculturalismo e dalla pluralità delle opzioni sessuali individuali.
La conseguenza di tale linea è altrettanto evidente: ottenere uomini e donne idolatri della libertà, ma di fatto vittime dell’individualismo assoluto che rafforzerà sempre più determinati centri di potere. Perciò se nel 2000 Bauman definì la società moderna come “liquida”, nel prossimo futuro potremmo considerarla allo stato gassoso, e ciò che è evanescente è inesorabilmente destinato a disperdersi.