Sabato 28 e domenica 29 novembre, ad Orvieto, si sono riunite le diverse sigle che compongono la sterminata galassia centrista della politica italiana. Motivo dell’incontro è stato il seminario “uniti si vince” promosso dagli ex Ncd Carlo giovanardi, Gaetano Quagliariello, l’ex Scelta Civica Mario Mauro, ed Ettore Bonalberti dell’Associazione Liberi e Forti, instancabile promotore dell’unità politica centrista dalla scomparsa della DC in poi. L’evento è successivo infatti ad altri precedenti appuntamenti di Torino e Rovereto, tutti volti a riunire quella galassia divisa in così tante sigle da non poterle menzionare tutte, ma che si potrebbero benissimo riassumere nella definizione di “popolari, liberal-democratici, riformisti” ed identificabili nell’area di centro-destra.
L’intervento di Giovanardi è iniziato con un’analisi storica del momento elettorale: “fino al ’94 c’era coincidenza tra maggioranza eletta e maggioranza degli elettori”, oggi si assiste invece ad un forte astensionismo che permette di governare con una maggioranza relativa del 30%, che in termini reali si aggira intorno al 15%. La situazione secondo Giovanardi è quindi invertita rispetto alla Prima Repubblica. Inoltre, sempre secondo il senatore ex Ncd, a sinistra “oggettivamente esiste un partito”, e mentre la destra è in fibrillazione il “centro è non pervenuto”. E soggiunge: “da quando la DC si è alleata con la sinistra, il centro si è sempre più sciolto fino a diluirsi nel PD”; lo dimostra l’esperienza del Nuovo Centro Destra.
Quindi, conclude Giovanardi considerando Salvini un “comunista padano”, indica la via da perseguire: “con la Dottrina Sociale della Chiesa abbiamo fin troppo un programma, ma ci manca un radicamento territoriale. Serve poi una visione nazionale ed internazionale” delle sfide individuate in quei “valori laicamente non negoziabili” oggi mercanteggiati come la famiglia, l’istruzione, le piccole imprese.
Per Mario Mauro “con l’Italicum oggi ci sono solo due partiti che potrebbero ottenere il premio di maggioranza: PD e M5S; il centro destra è matematicamente perdente”.
Suggerisce quindi un “coordinamento delle varie sigle cattolico-liberali” con l’obiettivo di arrivare a breve ad “una formazione politica collegiale”, per questo bisogna puntare immediatamente a presentarsi unitariamente alle prossime amministrative con “liste civiche popolari” unitarie.
Dello stesso avviso Ettore Bonalberti, il quale ha richiamato il pericolo di rivolta da parte di ciò che lui chiama il “Terzo Stato” composto dalle partite Iva.
La giornata di sabato è poi proseguita con gli interventi dell’On. Roccela, di Quagliariello che ha appena varato il nuovo soggetto “Idea”, e del mondo civico come Tony Brandi di ProVita, l’avv. Pillon del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, Mirko De Carli dei Circoli Voglio la Mamma, Riccardo Pilat degli studenti universitari, ma anche sigle sindacali delle Forze dell’Ordine e del mondo del lavoro.
La domenica è stato giorno di conclusioni, con gli interventi di Domenico Menorello dei Popolari per il Veneto, e del presidente di “Fare” Flavio Tosi. Atto ufficiale è stato la redazione di un documento finale che impegna le diverse realtà aderenti a coordinarsi e proseguire questo nobile tentativo di ritrovare un’unità da fin troppo tempo impedita da piccoli generali senza truppe.