L’esito del referendum ha innervosito l’establishment. L’ampia partecipazione e la vittoria del no con margine di 20 punti ha sconquassato i piani di chi era già pronto a brindare, come le oligarchie europee che non si sono ancora riprese dalle sconfitte di Brexit e Trump. Renzi era convinto di vincere e aveva già disegnato gli assetti politico-istituzionali a misura della sua riforma costituzionale che aveva concordato con l’altro grande sconfitto: Giorgio Napolitano. L’Italicum era il completamento di quel piano ora troncato. Renzi si è dimesso con parole edulcoranti, convinto che 19 milioni di italiani abbiano capito male. E così entra sulla scena il grigio Mattarella che incarica Gentiloni, del giglio magico renziano. Come fosse un Renzi-due. Come se il referendum non ci fosse stato.

Signor Presidente! E il Popolo? Un Popolo che da ormai 4 anni chiede un Parlamento ed un Governo rappresentativi di territori, interessi, bisogni. Un Popolo stanco e sempre più sull’orlo dell’esasperazione. Ha ragione, sig. Presidente, quando indica la necessità di un governo con pieni poteri per gestire adempimenti, impegni, scadenze interne ed internazionali, ma nel suo discorso non una sola parola sull’esito referendario e sul chiaro segnale popolare: la bocciatura di questo governo.

Dopo l’irresponsabile “all-in” di Renzi che ha messo in gioco il governo sul referendum è ovvio che un governo è necessario. Ma dal Presidente della Repubblica ci si sarebbe aspettato maggior rispetto della decisione popolare che ha bocciato le riforme renziane e chi le ha sostenute. Come Gentiloni.

Ora però ci dobbiamo preparare alle elezioni, a prescindere da quando saranno. Ma per vincere bisogna fare un salto di qualità e abbandonare vecchi schemi. A partire dalla Lega Nord che della coalizione è il soggetto più forte. Per vincere deve cambiare brand, allargare l’orizzonte dal locale al nazionale, senza per questo perdere contatto con le istanze dei territori che ha sempre rappresentato. Consapevole che da soli non si vince, deve prendere l’iniziativa, creare un nuovo contenitore per quella che è la maggioranza degli italiani. Deve nascere un Polo identitario comprensivo dei movimenti sovranisti, autonomisti, cattolici, popolari, sociali. Una federazione di movimenti alternativa all’altro polo: quello progressista, libertario, globalista, oligarchico che ormai ha conquistato il centro-sinistra. Il Popolo va ascoltato.

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