Lettera Numero: 686

Charlie è morto. Il neonato affetto da una grave malattia ha esalato l’ultimo respiro. Respiro che i medici del Great Ormond Hospital di Londra volevano togliergli già tre mesi fa. Peccato che abbiano trovato tra il loro cinismo scientifico e l’innocenza del bambino due genitori testardi e coraggiosi. Alla fine hanno prevalso le sentenze eutanasiche delle corti inglesi e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
L’amore dei due genitori per il loro figlio non è stato sufficiente per permettergli di tentare cure, seppur sperimentali, negli States. La qualità della vita di Charlie è stata decretata “indegna”.

Invece “l’amore” di Emma Bonino per gli immigrati, nuovi idoli per radicali e in certi ambienti cattolici, è stato sufficiente per spalancare le porte di una chiesa cattolica nel biellese. L’apertura è frutto di uno di quei parroci alla don Gallo (peace and love all’anima sua) che l’ha invitata ad un evento di La Chiesa a più voci. La nota abortista ha avuto il privilegio di presentare dentro un luogo di culto cattolico l’iniziativa “Ero straniero – l’umanità che fa bene”. Scopo dell’iniziativa è di:

  • Raccogliere firme per una “legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi – Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione puntando su inclusione e lavoro”;
  • cambiare anche il racconto pubblico sull’immigrazione, ostaggio di pregiudizi, luoghi comuni e vere e proprie bugie che, invece di contrastare, la politica spesso sceglie di cavalcare per guadagnare consenso”;
  • presentare il “prontuario di Radicali italiani, ideato da Emma Bonino, che prova a confutare punto per punto “le grandi bugie” sui migranti”. Avete capito brutti clerico-fascisti cattivoni?

La predica della sacerdotessa atea nella chiesa gli è valsa il sacrilegio di far coprire il crocifisso e il tabernacolo. Sempre per rispetto nei suoi confronti i Carabinieri hanno allontanato chi tra i cattolici ha voluto sottolineare l’assurdità dell’equazione: a fronte del calo demografico dobbiamo importare immigrati.

Ma cosa c’entra Charlie con la conferenza della Bonino? C’entra perché il globalismo di cui la radicale è esponente porta con sé un certo odio per quella vita considerata “indegna”, al pari di un certo “amore” per quelle vite che invece cercano dignità,meglio se a nostro carico comprensivo di vitto, alloggio ed ozio inclusi nell’ospitalità.
Emma Bonino, storica esponente del movimento abortista è una delle cultrici della denatalità del popolo italiano ed europeo. Denatalità che oggi usa per giustificare l’immigrazione di massa ed il business delle ONG. Chi ha creato una cultura di morte può forse essere credibile quando ci parla di voler salvare vite nel Mediterraneo?

Perciò la storia di Charlie è quella di un gigante che nel suo silenzio e nella battaglia condotta dai suoi genitori ha dato voce ai milioni di bambini che nella civile Europa sono stati soppressi perché giudicati indegni. Gli stessi milioni che oggi si vogliono sostituire importando esseri umani ed imponendo il business dell’accoglienza.

Il silenzio dell’innocente Charlie è la forza di un gigante che rende minuscoli quei personaggi che hanno trascorso la vita a blaterare di diritti creando soltanto caos intergenerazionale ed internazionale.
Ero straniero lo può dire l’immigrato adulato dalle sinistre, le stesse sinistre che negano la cittadinanza ai nascituri e vogliono sopprimere i nostri figli sotto l’arbitraria scure della “vita degna”.