Sulla questione delle nomine nei Consigli di Amministrazione degli Enti partecipati del Comune di Verona, voglio condividere la decisione che ho preso.

leggi qui: UNA RINUNCIA COSCIENTE

Condivido l’appello di alcuni professionisti ed accademici che hanno chiesto di cambiare rotta sulle nomine delle partecipate. Ne condivido la richiesta di principio: che il Comune sia una casa di vetro. Non condivido però chi vuole la casa di vetro alla maniera grillina (non è il caso di questo appello). Il tribunale del popolo non serve. Serve però la consapevolezza che se vogliamo fare di Verona una città capitale mondiale per turismo, cultura, livello di occupazione, vivibilità, la politica veronese deve avere l’umiltà di riconoscere che servono persone competenti in quegli Enti che influiscono pesantemente sulla vita della città e fuori di essa”.