Stamattina una persona ha voluto ricordarmi che un anno fa esplodeva la pandemia anche in Italia. Francamente non ricordo la data esatta. Ma come tutti, anche io me lo ricordo bene, e spero che qualche giudice – anziché occuparsi di inchieste ad orologeria – potesse indagare sulle vere responsabilità di chi ha permesso la diffusione del virus inscenando aperitivi a Milano e paroloni sull’inclusività. Sono gli stessi che poi fanno le campagne sulle responsabilità derivanti dal linguaggio, che si stracciano le vesti perché Trump – assolto – avrebbe aizzato le folle a compiere gesti violenti.

La vera discriminazione che si è operata è stata verso le migliaia di anziani, operatori sanitari, e persone deboli morte perché qualcuno era più preoccupato alla propria ideologia che alla difesa della propria Nazione. Era più preoccupato ad appiccicare la categoria del pauroso all’avversario, anziché promuovere la prudenza di fronte ad un virus misterioso. La discriminazione che abbiamo subito tutti è stata la morte dell’economia e la soppressione di libertà fondamentali che – se avessimo lasciato perdere l’ideologia – avremmo sacrificato per un tempo certamente minore.

Gran parte di essi sono ancora al governo dell’Italia, belli e petalosi come non mai che ci dicono che salveranno il Paese. Mentre la Cina, unico stato al mondo che si è arricchita, non ha visto crisi, ed ha aumentato considerevolmente il proprio export.

Per non dimenticare, un articolo https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/coronavirus-Governatori-del-nord-chiedono-isolamento-per-alunni-cinesi-Primo-morto-a-Hong-Kong-425-vittime-dce2d2bb-1882-40db-983a-8a85afc5c939.html