La mia è una riflessione in movimento ma sollecitato dalle recenti notizie di cronaca e da iniziative locali, mi ronza in testa una domanda che è una questione di coscienza. Sono preoccupato, come tutti, di quanto sta avvenendo. Sono vicino al popolo ucraino che sta subendo un attacco totale al loro Paese. Ciò non mi esime dal pormi domande che tentino di uscire dalla nuova propaganda che – archiviata la pandemia – ora si fa sempre più guerreggiante.
Nell’arco di pochi giorni gli Stati, Italia compresa, sono passati dal “non inviamo armi” alla “svolta storica” di inviare armi letali con soldi dei cittadini, compresi i soldi di coloro che farebbero obiezione di coscienza. Che pace si vuole favorire se alle armi si risponde con più armi?

Rispondere alla violenza con la violenza conduce, nella migliore delle ipotesi, a migrazioni forzate e a immani sofferenze, poiché grandi quantità di risorse sono destinate a scopi militari e sottratte alle esigenze quotidiane dei giovani, delle famiglie in difficoltà, degli anziani, dei malati, della grande maggioranza degli abitanti del mondo. Nel peggiore dei casi, può portare alla morte, fisica e spirituale, di molti, se non addirittura di tutti.

papa Francesco, L GIORNATA MONDIALE DELLA PACE , 1 gennaio 2017

Si fa un gran parlare di lotta tra autocrazia e democrazie, è la narrazione dominante dei media in tutta l’UE. Ma di quale democrazia stiamo parlando quando la decisione di rincorrere la pace finanziando milioni di € in armi non è stata discussa dai Parlamenti (se non a decisione presa e come passaggio formale), e nemmeno nel Parlamento UE che sarebbe l’espressione democratica dell’Unione? Siamo così certi che l’Unione Europea sia qualcosa di meno autocratico della Russia? Nei due anni di pandemia, scanditi dall’invasione del potere nelle vite di ciascuno, e nella sospensione – de facto – del Parlamento, abbiamo avuto più democrazia di regimi autocratici o monocratici o dittatoriali o monarchici?

Mantenere viva la realtà delle democrazie è una sfida di questo momento storico, evitando che la loro forza reale – forza politica espressiva dei popoli – sia rimossa davanti alla pressione di interessi multinazionali non universali, che le indeboliscano e le trasformino in sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti. Questa è una sfida che oggi la storia vi pone.

papa Francesco, discorso al Parlamento Europeo, 25 novembre 2014

L’Occidente si è voltato dall’altra parte, totalmente, riguardo due recenti conflitti: il primo riguarda la più grande dittatura al mondo che ha occupato Hong Kong mettendo in carcere ogni dissidente. Non sono bastati i milioni di giovani che protestavano per difendere il principio di “un paese, due sistemi”. Dal luglio 2020 la Cina ha conquistato la città e in 18 mesi ha completamente demolito qualsiasi libertà e “stato di diritto” (espressione molto cara in UE) sotto la bandiera comunista che si è vista sventolare in parecchie piazze italiane come a Firenze, Bologna, Milano. Nel 2020 prima, e a novembre 2021 poi, è stato il turno del popolo armeno, popolo che già subì un genocidio atroce tra il 1915 ed il 1916, terra che fu la prima nazione cristiana e che non è meno Europa di altre. Eppure, nonostante gli appelli e la pulizia etnica e la sistematica cancellazione di ogni traccia cristiana in atto, l’Occidente è rimasto a guardare. In silenzio, e facendo correre le sue Formula 1 nella capitale dell’aggressore azero.

Per quale pace prega l’Europa e l’Occidente che odia le sue radici religiose e spinge per costruirsi sempre di più su certi diritti che altro non sono che i pilastri d’argilla della cultura dello scarto? Conferire liceità nell’uccidere un nascituro o un malato, in cosa si differenzia dagli altri gravi crimini che compromettono la pace? Forse per il silenzio in cui avvengono a differenza delle bombe e dei missili? Qui si tratta di andare alla sostanza di ciò che chiamiamo “pace”: è frutto della giustizia e della carità, oppure è la pax romana che si fonda sulla forza e sul dominio?

Una società merita la qualifica di “civile” se sviluppa gli anticorpi contro la cultura dello scarto; se riconosce il valore intangibile della vita umana; se la solidarietà è fattivamente praticata e salvaguardata come fondamento della convivenza.

papa Francesco, Discorso ai partecipanti all’assemblea plenaria della congregazione per la dottrina della fede

Sono domande che interrogano la mia coscienza nel profondo, e non posso non notare come ci sia molta incoerenza tra l’invocazione della pace in molte piazze di questi giorni, mentre si muove guerra alla vita nel quotidiano. Per questo alla manifestazione plateale preferisco continuare ad interrogarmi su cosa sia la pace, quali le vie per favorirla, e come custodirla.

All’Europa possiamo domandare: dov’è il tuo vigore? Dov’è quella tensione ideale che ha animato e reso grande la tua storia? Dov’è il tuo spirito di intraprendenza curiosa? Dov’è la tua sete di verità, che hai finora comunicato al mondo con passione?

Dalla risposta a queste domande dipenderà il futuro del continente. D’altra parte – per tornare all’immagine di Rebora – un tronco senza radici può continuare ad avere un’apparenza vitale, ma al suo interno si svuota e muore. L’Europa deve riflettere se il suo immenso patrimonio umano, artistico, tecnico, sociale, politico, economico e religioso è un semplice retaggio museale del passato, oppure se è ancora capace di ispirare la cultura e di dischiudere i suoi tesori all’umanità intera.

papa Francesco, discorso al Consiglio d’Europa, 25 novembre 2014

Sono pochi i giornali restii all’entusiasmo guerreggiante

A guardare i giornali si capisce come stia montando il desiderio di guerra. Ci trovo poco di edificante, molto poco di razionale, tantissimo di emotivo. Non metto in alcun modo in dubbio che il popolo ucraino è invaso, oppresso, e che va aiutato. Ma mi domando se l’unica risposta possibile sia solo e soltanto quella delle armi.

Prima pagina La Verità, 02-03-2022
Il Fatto Quotidiano, prima pagina del 02-03-2022
Il Riformista, prima pagina del 02-03-2022

Infine, uno sguardo di fede. E forse vale la pena guardare a cosa ci vuole dire la Madonna con il suo recente messaggio di Medjugorje.

Cari figli! Sono con voi e preghiamo insieme. Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra. Perciò figlioli, ritornate a Dio, alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia per tutti coloro che sono calpestati, poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio. Figlioli, se non ritornate a Dio ed ai Suoi comandamenti, non avete futuro. Perciò ha mandato me a voi per guidarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.