Nei giorni scorsi ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione della mostra multimediale “Il mio inferno. Dante, profeta di speranza”. Una mostra voluta da due studenti universitari, e diventata possibile grazie al supporto di tante persone, istituzioni e aziende veronesi, organizzata dall’Associazione Rivela, dal Comune di Verona, dalla Diocesi di Verona e da Centocanti, con l’illustratore Gabriele Dell’Otto. Viene inaugurata il 29 marzo ed è visitabile fino al 29 maggio al Bastione delle Maddalene.

“Il mio Inferno. Dante profeta di speranza” non vuole essere l’ennesima mostra dotta o divulgativa su Dante Alighieri. Quando l’abbiamo immaginata avevamo ben chiaro lo scopo: fare in modo che i giovani si accostassero con passione alla lettura della Divina Commedia, trovando in essa un contributo fondamentale alla loro crescita umana e spirituale.

dalla pagina web “chi siamo” dell’iniziativa

La mostra merita davvero, soprattutto in queste settimane così buie per il mondo. Soprattutto in questi giorni in cui l’inferno sembra più presente che mai. Eppure c’è speranza. Dobbiamo sperare! Ma per farlo dobbiamo chiederci che cosa guardiamo, dove è puntato il nostro sguardo? Dante ci mostra che dall’Inferno, dal nostro inferno, si può uscire.

Nel diario della mostra, corredata da immagini stupende curate da Gabriele Dell’Otto, ci sono delle frasi che arrivano come un pugno nello stomaco: “Essere contenti è lo scopo della vita. Accontentarsi è l’inferno

clicca sull’immagine per visitare il sito della mostra

Solo un incontro può salvarci

C’è una frase che sento molto vera per le attività che svolgo ogni giorno: “solo un incontro può salvarci“. Ma cosa vuol dire? L’etimologia del termine “incontro” significa “trovarsi di fronte a…”. Anche i soldati in guerra si trovano “di fronte a”; e si combattono. Si scontrano. Cosa vuol dire che “solo un incontro può salvarci? Se penso che oggi si rincorre la pace aumentando le spese militari, mi domando: cosa vuol dire che la salvezza è possibile solo da un incontro?

Nei testi curati da Franco Nembrini, l’autore scrive: “si può scegliere di vivere senza legami; ma la vita diventa una mostruosità, perché noi, per natura, siamo costituiti dai nostri rapporti. Una libertà intesa come assenza di legami è solo solitudine, inaridimento, gelo, come mostra Dante” (pag. 77 del Diario della mostra).

Ho la sensazione che spesso rischiamo di essere dei consumatori di incontri che finiscono con il “logout” dalla piattaforma di un webinar. Quanta fatica stiamo facendo a ritrovarci in presenza? Quanto è difficile uscire dai pollici di uno schermo per tornare a stringerci le mani? Lo constato ad ogni incontro che organizzo, ad ogni evento che promuovo. Siamo consumatori di incontri in un mondo di soli.

L’incontro quindi non può prescindere dal legàme. Il legarsi comporta una scelta, perché anche questo termine può significare sia “legaccio, cappio, catena” in accezione quindi negativa; sia “connessione, rapporto, relazione, collegamento” in accezione quindi positiva. A questi concetti sono particolarmente affezionato tanto che il mio logo ne richiama il significato (ne parlerò in altri articoli). L’incontro mette alla prova la libertà di ciascuno. Possiamo consumare chi incontriamo, possiamo usarlo, possiamo sfruttarlo, raggirarlo, oppure possiamo curarlo, ascoltarlo, accoglierlo. Possiamo prenderci per mano. Credo che la parabola evangelica del Samaritano sia piuttosto esemplare in tal senso. Torniamo alla mostra.

Vale la pena fare la fatica di leggere Dante?

pag. 3 del Diario della mostra

Attraverso l’incontro con Dante instauriamo “un dialogo che una volta cominciato non finirà più“. Per questo invito chi legge a prenotarsi e partecipare anche per sostenere i tanti ragazzi che si sono prodigati nel realizzarla. Le guide, infatti, saranno studenti delle scuole di Verona. L’iniziativa merita, ancor di più meritano i giovani che la renderanno viva!

Un regalo da condividere insieme

Ho per tradizione quella di regalarmi un momento culturale quando celebro la vita che mi è stata donata. Così ho prenotato una visita guidata per il giorno del mio compleanno, l’11 di aprile. Se qualcuno vorrà unirsi, mi può scrivere in privato. Poi ci berremo un buon caffè, o un aperitivo, per coltivare il nostro incontro e grazie a Dante ritrovare la speranza.

Possiamo incontrarci anche in un altro momento

Se non puoi partecipare alla data proposta, possiamo incontrarci in un altro momento. Ti basta scegliere quando e come dal modulo sottostante.