Il 15 luglio 2022 è una data storica per le imprese italiane, ed è una data che segna un prima ed un dopo per le responsabilità di imprenditori, amministratori e soci di CdA. Nell’articolo che segue, ho fatto un approfondimento successivo ad un webinar sull’argomento.

  1. Il rischio di fallimenti in autunno mentre entra in vigore il nuovo Codice della crisi d’impresa
  2. Dal 15 Luglio 2022 non ci sono più scuse
  3. Gli adeguati assetti organizzativi
  4. La crisi d’impresa e la nuova composizione negoziata
  5. Una piattaforma molto utile
  6. Articoli esterni per approfondire
  7. Cogli l’opportunità per diventare sostenibile
  8. Una storia che può essere utile

Il rischio di fallimenti in autunno mentre entra in vigore il nuovo Codice della crisi d’impresa

Il 25 giugno 2022, la CGIA di Mestre ha pubblicato una news dal titolo drammatico per imprenditori ed imprese: “Rischiamo un boom di fallimenti, non per debiti, ma per crediti inesigibili“.

Le criticità che segnala CGIA riguardo alla possibile ondata di fallimenti riguardano i problemi creditizi derivanti dal superbonus 110 per cento e dalla cronica inadempienza della PA, si vanno ad aggiungere le conseguenze dei diversi rincari post-pandemia e dovuti alla guerra in Ucraina che stanno portando l’Italia a rischio recessione, con un inflazione che è già intorno al 7%. I settori che la CGIA, nella citata nota, indica come più a rischio sono il commercio, le costruzioni e la manifattura.

In concomitanza con questo allarme, per le imprese italiane il 15 luglio entra in vigore il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e gli imprenditori devono dotarsi – se non l’hanno fatto nel frattempo – di tutti quegli strumenti in assenza dei quali dovranno rispondere solidalmente ed illimitatamente con il proprio patrimonio personale.

Dal 15 Luglio 2022 non ci sono più scuse

NOTA BENE: Il presente articolo è l’approfondimento personale successivo ad un webinar che ho seguito, si rimanda quindi a siti e fonti più qualificate per approfondimenti precisi della normativa.Qualora vengano riscontrati errori o incongruenze si invita a segnalarlo tempestivamente.

Dopo quasi cinque anni dalla legge delega 19 ottobre 2017, n.155 tramonta la legge fallimentare e si inaugura un nuovo assetto per evitare che le aziende vadano in concordato o fallimento. Il 1 luglio 2022, infatti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 17 giugno 2022 n.83Modifiche al codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, in attuazione della direttiva (UE) 2019/1023 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 (direttiva sulla ristrutturazione e sull’insolvenza). L’entrata in vigore del provvedimento è del 15/07/2022.

In che modo il nuovo codice della crisi d’impresa andrà ad incidere sulle responsabilità degli imprenditori e perché la data del 15 luglio è “storica”?

Il codice della crisi d’impresa e d’insolvenza è un insieme di procedure di allerta che la legge 155/2017 introduce per aiutare le aziende a rilevare i sintomi di crisi e risanare in modo veloce le situazioni, a tutela dei creditori. 

Il D.lgs. 14/2019 modifica l’art. 2086 c.c. che integra un secondo comma istituendo l’obbligo, da parte dell’imprenditore, di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi, contabili in ragione delle dimensioni e dell’attività dell’azienda, e di rilevare tempestivamente situazioni di crisi.

L’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori. L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale (Art. 2086 Codice Civile)

Per un approfondimento più qualificato, rimando al saggio su Diritto della Crisi

L’obbligo è in vigore dal 16/03/2019, ma una serie di proroghe (l’ultima è di agosto 2021) di fatto la norma rimane inefficace, fino appunto alla recente novità. La modifica all’art.2086 c.c. introduce una responsabilità solidale ed illimitata degli amministratori per tutti i debiti sociali quando non abbiano provveduto a monitorare l’insorgere di sintomi di crisi al fine di garantire la continuità aziendale. Finisce quindi il tempo delle giustificazioni tipo “non lo sapevo, non potevo prevederlo”. Il nuovo dispositivo è molto chiaro e non riguarda solo l’imprenditore, ma pure i soci amministratori che devono vigilare affinché l’imprenditore sia vigile nel monitoraggio.

Gli adeguati assetti organizzativi

Fino ad oggi, quindi ed in via generale, non ha mai sortito effetti perché la definizione di “adeguati assetti” era troppo generalista ed ha fatto sì che aziende e commercialisti si ritenessero in regola con il deposito del bilancio di esercizio. Ma dal 15 luglio 2022 finiscono le proroghe per gli adeguati assetti e il codice della crisi d’impresa entra in vigore ed è immediatamente operativo. Con due novità: è stata formulata una nuova definizione molto più stringente (art.2 D.Lgs. 83/2022) di cosa sono e come si effettuano gli adeguati assetti chiarendo che si applicano a tutti i soggetti che esercitano attività d’impresa senza alcuna distinzione. La seconda novità riguarda l’istituzione della composizione negoziata (art.12 D.Lgs. 83/2022), che sostituisce le procedure di allerta nel frattempo abrogate.

Quindi, chiunque eserciti l’attività d’impresa deve adottare un assetto organizzativo idoneo al fine di: 

  • Rilevare squilibri di natura economica, finanziaria e patrimoniale;
  • Monitorare l’insorgere di segnali di allarme: debito con AdE, INPS, AR, dipendenti, fornitori, banche;
  • Verificare la sostenibilità dei debiti dei successivi 12 mesi;
  • Ottenere le informazioni della Checklist per la composizione della crisi d’impresa

Queste azioni vanno fatte costantemente, ex Codice CII, almeno ogni 6 mesi ma meglio se vengono fatte ogni 3 mesi. In buona sostanza: siccome la mia responsabilità di domani dipende quello che ho fatto oggi, se oggi non so prevedere adeguatamente situazioni di crisi, domani rischio di pagare un prezzo molto caro rispondendo solidalmente ed illimitatamente con il patrimonio personale.

In altri termini: se la mia azienda ha la febbre, devo scoprirlo subito e prendere immediatamente le medicine che servono

Perciò, per salvaguardare il patrimonio personale di soci ed amministratori, bisogna dimostrare di avere le carte in regola e di aver vigilato secondo il dettato normativo.

Per un approfondimento più qualificato, rimando all’articolo di Altalex

La crisi d’impresa e la nuova composizione negoziata

Oltre all’istituto degli “adeguati assetti”, la norma introduce anche la procedura di “composizione negoziata”. I creditori pubblici hanno l’obbligo di invitare alla composizione negoziata le aziende che hanno sforato le relative soglie di segnalazione: 

  • I creditori pubblici sono: agenzia entrate, inps, e agente riscossore. 
  • L’invito alla composizione viene spedito via pec al CDA e all’eventuale organo di controllo 
  • Per le aziende sottoposte a revisione l’invito diventa un “semi-obbligo”. 
  • La mancata adesione comporta un aggravio ulteriore per gli amministratori. 

La composizione negoziata è una procedura semplificata volta ad evitare le più aggressive procedure di concordato e fallimento, in sostanza una procedura di riduzione dell’indebitamento, per mezzo di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio che media tra azienda e creditori, su richiesta dell’azienda. 

Questa composizione presenta una serie di vantaggi: 

  • L’imprenditore continua ad amministrare l’azienda in maniera esclusiva;
  • Tutela il patrimonio di impresa/imprenditore;
  • È solo su base volontaria;
  • Tutela la privacy;
  • Dura al massimo 180 giorni; 
  • È economica; 
  • È indipendente 
  • Impedisce decreti ingiuntivi o il ritiro di affidamenti; 
  • Prevede misure premiali 

È quindi una procedura nata per aiutare le aziende ad evitare il concordato o il fallimento che però introduce nuovi compiti ed ulteriori responsabilità in capo agli amministratori: 

  • Creazione di un adeguato assetto e monitoraggio periodico per la prevenzione della crisi d’impresa 
  • Redazione di report infra-annuali a data certa a tutela del patrimonio personale di soci e amministratori;
  • In caso di squilibrio patrimoniale o economico finanziario, possono eseguire il test pratico predisposto da UnionCamere per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento

Una piattaforma molto utile

Unioncamere ha creato un servizio molto utile, attraverso una piattaforma nazionale a supporto delle imprese in difficoltà. La piattaforma permette di gestire le istanze e i documenti da parte di tutti i soggetti coinvolti, che sono diversi:

  • Il rappresentante dell’Impresa
  • I professionisti dell’Impresa
  • Il Segretario generale della Camera
  • I membri della Commissione
  • Il Segretario generale della Camera capoluogo di regione
  • L’Esperto
  • I Soggetti invitati

Articoli esterni per approfondire

Cogli l’opportunità per diventare sostenibile

Se cerchi uno studio qualificato che possa aiutarti nell’adeguamento al nuovo Codice, e vuoi cogliere l’opportunità di portare la tua azienda verso il futuro della sostenibilità, per cui la parte organizzativa e di governance è una delle tre aree dei criteri ESG che diventeranno sempre più un prerequisito, ti invito a contattare lo studio IPLUS, oppure a contattare me per una chiacchierata informale e senza impegno

Una storia che può essere utile

Non sono un esperto legale di crisi d’impresa, e nemmeno un consulente del lavoro in grado di dare soluzioni, ma ho vissuto direttamente l’esperienza drammatica di una crisi d’impresa – quella di famiglia – che ho gestito con successo ma non senza ferite. Se vuoi conoscere un’esperienza diretta che può essere d’aiuto per la tua impresa, o per altri imprenditori che si trovano in un momento di difficoltà, possiamo fissare una videocall.