La seconda giornata di Meeting di Rimini si può sintetizzare in tre parole: “compagnia”, “accoglienza”, “beatitudine”.

Compagnia, perché è stata la giornata dedicata alla Compagnia delle Opere del Veneto. Per l’associazione ho organizzato il programma della giornata alla quale hanno partecipato una ventina di persone, per molti di loro è stata la prima volta al Meeting. Condividere cultura, confrontarsi sugli ideali, genera molto più valore di un semplice scambio commerciale. Crea, appunto, una compagnia di persone che si aiutano a vivere meglio la propria impresa.

Beatitudine, perché la prima mostra visitata è stata quella dedicata al beato Angelo Rosario Livatino, giudice martire assassinato dalla mafia. Un percorso che è iniziato con una ricostruzione emotivamente molto coinvolgente degli ultimi istanti della sua vita, per poi proseguire attraverso i racconti e le testimonianze di chi lo ha conosciuto. Fa impressione pensare che questo santo, oggi sarebbe ancora in servizio. Mi hanno colpito tre passaggi della mostra: la storia di Piero Nava, testimone oculare che ha permesso di scoprire omicidi e quindi mandanti del delitto, un passaggio della lettera di uno degli uccisori di Livatino, e la preziosissima reliquia contenente la camicia insanguinata del martire.

Accoglienza, perché al termine della giornata la comitiva della Compagnia delle Opere del Veneto ha visitato la mostra di Famiglie per l’Accoglienza. Una mostra che ha parlato al cuore di tutti a partire dalla sua struttura progettata da un architetto che ha saputo trasmettere il messaggio che le 16 storie di famiglie raccontate nell’esposizione attraverso 16 artisti differenti che hanno trascorso del tempo in quelle famiglie, sono l’esempio di quanto sia possibile trasfigurare la sofferenza attraverso l’accoglienza, l’amicizia, la condivisione e l’amore. Durante la visita mi hanno colpito due frasi: “solo colui che ha provato l’estremo dolore è atto a gustare la più grande felicità” e “Quando entra un nuovo figlio in casa, entra il grande ignoto”.

Ma la giornata è stata particolarmente ricca anche per una serie di altri incontri vissuti, alcuni dal carattere politico come la chiacchierata con l’assessore al lavoro della regione Veneto, e con l’associazione LabOra, di cui sono socio fondatore insieme al presidente della regione Marche Francesco Acquaroli.

Infine, altri due momenti significativi durante la giornata sono stati la conferenza “Dalla mia vita alla vostra” in memoria di don Giussani con l’intervento di don Luigi Maria Epicoco. Mi ha colpito un passaggio nel quale ha affermato che quando Giussani parla di relazioni, di compagnia, quando si leggono i suoi scritti ci si accorge che l’incontro con Cristo ha la categoria del dono, e dell’incontro traumatico poiché segna un prima ed un dopo. L’annuncio del cristianesimo non è una tecnica di persuasione, ma una nostalgia suscitata da una compagnia di mendicanti uniti dal desiderio di incontrare qualcosa che cambi la vita. E questo desiderio si esprime attraverso, appunto, una compagnia.

L’altro momento è stata la testimonianza dell’esperienza di Porto Franco, all’interno dello spazio di CDO Opere Sociali, durante il quale una docente volontaria del progetto di aiuto allo studio per cui è nata questa opera, ha raccontato di una ragazza imbrigliata dagli attacchi d’ansia che le impedivano di andare bene in matematica. Frequentando l’ambiente di Porto Franco / Student Point Verona si è via via aperta, ma arrivato il giorno prima dell’esame manda un messaggio alla docente che la seguiva esprimendole tutto il suo timore per l’esame. Così la docente di student point le ha proposto se voleva compagnia durante l’esame. E questa presenza le ha permesso di sbloccarsi durante l’esame ed essere promossa. Concludendo con un insegnamento: “abbiamo bisogno di dare, ma anche di essere attesi”.

Oggi ho incontrato: Sara, Alessandro, Antonio, Chiara, Guido, Letizia, Luca, Gianluigi, Paolo, Pierpaolo, Elena, Raffaele, Rudym Stefano, Laura, Lorenzo, Mattia, Matteo, Emanuele, Giacomo, Pino, Elena, Piergiorgio, Simonetta, Alberto, Domenico, Massimo, Elena, Maria Rachele, Stefano, Filippo, Pietro, Gianluca, Michele, Nicola… questo è Meeting