A fine maggio 2022 ho sostenuto l’esame con certificazione delle competenze in HR specialist. Un corso di 600 ore di cui 300 in formazione e 300 in stage. La prova orale prevedeva la presentazione di una tesina e per me è stata l’occasione per riflettere a fondo su un’esperienza che ho vissuto in prima persona.

L’introduzione alla tesina è il racconto della storia vera che mi ha coinvolto, e che mi è stata di grande insegnamento per comprendere quanto sia facile “bruciarsi” quando c’è totale scollamento tra direzione e team operativi e quanto l’incoerenza con la vision e mission dichiarate possa diventare fatale per un’organizzazione, specie se si occupa di sociale.

Bruciare è il verbo esatto di quanto ho vissuto ed hanno vissuto i miei ex-colleghi, ed è la traduzione italiana del più noto “burnout“. La mia vicenda lavorativa si è risolta per vie legali, con strascichi psicologici che mi hanno portato a sottopormi ad una breve terapia ed hanno avuto un impatto importante tale da decidere di vivere un periodo di pausa lavorativa per potermi riprendere. Una decisione che mi ha permesso di scoprire il bellissimo ruolo del papà a tempo pieno in un contesto abitativo che vede la mia famiglia essere custode di un Santuario e di un centro di spiritualità (ma questa è un’altra storia).

Da ogni situazione negativa o ci si lascia schiacciare oppure si trova l’occasione per rinascere. Ed io sono rinato. Ho preso di petto il mio futuro professionale, mi sono rimboccato le maniche e ho deciso di investire sulla formazione, di ridefinire il mio curriculum partendo da una domanda fondamentale: come posso trasformare quanto ho vissuto in azioni che generino impatti buoni?

È così che, durante i ventuno giorni di covid coincidenti con il mio burnout, ho reagito iscrivendomi ad un corso per RSPP, e nei mesi successivi ad un corso sul Digital marketing, a percorsi di coaching, quindi al percorso per HR specialist ed infine ad un percorso di certificazione come Business designer, senza contare i libri che ho letto nel frattempo. Perché tutto questo?

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Oggi, a distanza di due anni sono abilitato per svolgere la funzione di ASPP/RSPP, ho le competenze necessarie per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, ho messo a punto un po’ di autostima, mi sto allenando ad aiutare persone, imprese e organizzazioni non profit a ragionare ed agire in modo strategico, etico e sostenibile, ma soprattutto ho capito (e lo dico ancora a bassa voce) che il mio ruolo è a fianco di chi fa impresa, di chi si assume le responsabilità di condurre altre persone, di chi ha addosso il rischio e a volte ha necessità di qualcuno che lo ascolti in modo attivo, parlando il suo linguaggio, avendo chiaro cosa significa fare impresa e mettendolo in connessione con persone ed organizzazioni che possono generare impatti positivi sulla persona ed il business.

Così ho aperto Partita IVA, che è uno dei miei grandi personal development goals decennali 2018-2028 che mi ero dato alla soglia dei trent’anni, e nell’aprire Partita IVA ho deciso di fare quel salto che necessita sempre di affrontare una certa sensazione di vertigine che si prova quando bisogna lanciarsi in attività che presentano incognite. Come canta Jovanotti: “la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare“. Una voglia di volare che ha bisogno di fiducia e la disposizione a perdere qualcosa.

Mi fido di te” è una canzone che ha un significato particolare considerando il mio percorso, e quel “mi fido di te” si trasforma in domande potenti: di chi ti fidi? Quanto ti fidi? Come ti fidi? Che cos’è la fiducia? Cos’è la fede? Fidarsi genera benefici o bisogna credere al detto “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio”? Può la fiducia essere un valore da distribuire come servizio?

Un consiglio di lettura

Da queste domande, ma anche da tante sollecitazioni ricevute nell’ultimo anno attraverso il dialogo con molti imprenditori, è nata la mia sfida professionale:

Essere un contadino delle relazioni con a cuore il destino dell’essere umano, che nell’economia delle connessioni scambia la fiducia come moneta che crea valore.

Nella serie di articoli argomento della tesina, offrirò degli spunti di riflessione che hanno un filo conduttore: sottolineare l’importanza di curare le relazioni nelle attività di lavoro, una cura che passa dalla capacità di coinvolgere, organizzare, ascoltare, motivare tutti i componenti di un’opera ed evitare che questi si brucino e, bruciandosi, incendino l’opera stessa. E uno che si è “ustionato” come me, qualcosa da raccontare ce l’ha.

Mappa concettuale della tesina

Ecco i titoli degli articoli che pubblicherò ogni due settimane, da settembre 2022 a giugno 2023.

8 settembre 2022Il rischio psicosociale in azienda. La mia tesina HR specialist a puntate
22 settembreL’effetto fiammifero di un team che alla fine ha preso fuoco
06 ottobreLo stress da lavoro-correlato
20 ottobreCause, indicatori, costi dello stress da lavoro-correlato
03 novembreLe fonti dello stress
17 novembreValutazione e metodologia stress da lavoro-correlato
01 dicembrePercezione dei rischi e stress
15 dicembreBurnout
12 gennaio 2023Mobbing
26 gennaioTecnostress
09 febbraioIl ruolo dell’ufficio HR e la gestione del rischio psicosociale in azienda
23 febbraioObiettivi ben formati: caratteristiche e metodo
09 marzoIndicatori chiave di prestazione
23 marzoMotivazione e valutazione del potenziale
06 aprileLe 5 disfunzioni del team
20 aprileTeam alignment map (TAM)
04 maggioCreare fiducia e sicurezza psicologica nei team
18 maggioRSPP e ufficio HR
01 giugnoESG e gestione delle persone
15 giugnoBibliografia della tesina e consigli di lettura