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Rischio caldo e stress termico sul lavoro: report del Workclimate

Rischio caldo e stress termico sul lavoro: perché non è più un’emergenza stagionale ma un rischio strutturale per l’impresa

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento climatico che ha stravolto i parametri di gestione operativa aziendale. I dati del Report Worklimate 2026 (sviluppato da INAIL e CNR) confermano un dato allarmante: in Italia si registrano oltre 4.000 infortuni sul lavoro all’anno legati direttamente o indirettamente alle ondate di calore.

Ormai è acclarato che lo stress termico è un rischio fisico normato che si presenta ad ogni stagione estiva in modo strutturale, a tutti gli effetti capace di causare malori acuti, infortuni gravi, vertenze sindacali, perdite di produttività fino al 40% e pesanti conseguenze penali per datori di lavoro e dirigenti.

Oltre l’edilizia e l’agricoltura: l’impatto trasversale dello stress termico

Quando si parla di microclima e alte temperature, un errore diffuso è ritenere che il problema riguardi unicamente l’edilizia o l’agricoltura e più in generale i lavori all’aperto. I riscontri sul campo e le evidenze epidemiologiche mostrano una realtà ben diversa e trasversale:

  • Logistica, Trasporti e consegne (Driver e rider): l’esposizione continua all’asfalto rovente, l’effetto serra negli abitacoli o nei container e i bruschi sbalzi termici tra cabine climatizzate e l’esterno accelerano il decadimento psicofisico e riducono la prontezza di riflessi.
  • Industria e Manifattura (capannoni, fonderie, gomma-plastica, metalmeccanica): la combinazione tra calore radiante dei macchinari e scarsa ventilazione strutturale porta le temperature interne a superare i 45–48 °C, impedendo la corretta termoregolazione corporea.
  • Servizi, GDO e Sanità: l’inadeguatezza o il guasto degli impianti di condizionamento in uffici, punti vendita, cucine industriali e presidi sanitari determinano cali di concentrazione, errori procedurali, blocchi delle attività e rischi per la salute pubblica.

Secondo i dati scientifici dell’OMS e gli studi Worklimate, la produttività cala del 6,5% per ogni grado di aumento termico tra 19,6 °C e 31,8 °C, con cali prestazionali fino all’80% nei lavori fisici gravosi. A tutto ciò si sommano costi occulti per assenteismo, straordinari forzati e contenziosi sindacali.

La mia esperienza sul campo

Ciò che vedo durante i sopralluoghi e ciò che ascolto durante la formazione in aula è che tutti ci lamentiamo del caldo eccessivo ma molti ancora pensano che sia un affare che riguarda sempre gli altri. Quasi che le cause colpiscono tutti, ma gli effetti solo alcuni e quindi non si prendono provvedimenti strutturali, non si prendono decisioni strategiche che prevedano anzitempo il rischio adottando adeguate misure tecniche ed organizzative ed ogni anno mi ritrovo a fare sempre gli stessi discorsi, con richieste di consulenza dell’ultimo minuto perché la Regione emette un’ordinanza per limitare il lavoro esposto al sole negli orari più caldi della giornata e si cade puntualmente dal pero, come si dice dalle mie parti.

Questo articolo è dei primi di settembre 2026, il mio auspicio è che già ora le Aziende mi chiedano di pensare al rischio calore e stress termico per l’estate 2027 poiché è una certezza che anche il prossimo anno sarà calda, torrida, a tratti insopportabile. Aspettiamo sempre l’urgenza per parlare di emergenza quando è ampiamente prevedibile?

Impariamo dall’esperienza

I dati di cronaca e le indagini ispettive evidenziano la gravità delle conseguenze derivanti dalla mancata pianificazione aziendale:

  • Brescia (Trenzano): Un carpentiere di 40 anni è deceduto a causa di un colpo di calore mentre lavorava sul tetto di un edificio alle ore 15:30. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, contestando la violazione dell’ordinanza regionale anti-caldo e indagando il Datore di Lavoro, il RSPP e il Preposto di cantiere.
  • Padova (San Martino di Lupari): Un operaio di 57 anni ha perso la vita durante le lavorazioni pomeridiane per il rifacimento di un impianto all’aperto, esposto alla radiazione solare diretta.
  • Latina: Due operai deceduti in meno di 24 ore nel mese di luglio: il primo su un’impalcatura e il secondo alle ore 9:30 durante la posa di un basamento in cemento, a conferma del fatto che lo stress termico combinato allo sforzo fisico può essere fatale anche fuori dalle fasce orarie tradizionali.
  • Castel Maggiore (Bologna): Un operaio di 30 anni è caduto da un ponteggio a causa di un improvviso malore provocato dalle elevate temperature, a riprova della correlazione diretta tra stress termico e cadute dall’alto.

Matrice Tecnico-Normativa di Conformità

Elemento Rif. Normativo Rischio Legale Soluzione Pratica
Valutazione rischio microclima Art. 17, 28 e 180 D.Lgs. 81/2008 Sanzioni penali per DVR incompleto (arresto da 3 a 6 mesi o ammenda fino a € 7.798); responsabilità amministrativa dell’ente (D.Lgs. 231/01). Integrazione nel DVR della specifica sezione “Microclima e Ondate di Calore” con indici bioclimatici standardizzati.
Ordinanze Regionali e allerte Ordinanze Regionali e Art. 2087 C.C. Responsabilità civile e penale per colpa specifica / omicidio colposo in caso di malore fatale durante i divieti orari. Procedura aziendale con blocco o rimodulazione delle attività all’aperto nei giorni con allerta “Rischio Alto” su Worklimate.
Sorveglianza sanitaria dei fragili Art. 25, 41 D.Lgs. 81/2008 Sanzioni per omessa cooperazione con il Medico Competente; aggravamento del profilo di rischio per soggetti ipersuscettibili. Mappatura sanitaria preventiva per identificare patologie croniche, cardiovascolari o farmaci incompatibili col calore.
Ambienti di lavoro al chiuso Art. 63 e All. IV (Punto 1.9) D.Lgs. 81/08 Prescrizioni degli organi di vigilanza (SPISAL/ASL); scioperi, contenziosi sindacali e sospensione delle attività. Manutenzione rigorosa degli impianti HVAC; installazione di raffrescatori evaporativi e ventilazione forzata nei reparti.
Ammortizzatori sociali (CIGO) D.M. n. 95/2025 e Circolari INPS/INAIL Danni economici per penali su ritardi di commessa e mancata tutela dei lavoratori. Attivazione tempestiva della Cassa Integrazione per temperature elevate (>35 °C reali o percepite).

Checklist Operativa: 5 Controlli per il Datore di Lavoro

  • Valutazione e DVR: Il Documento di Valutazione dei Rischi include la procedura per gestire lo stress termico (indoor e outdoor)?
  • Monitoraggio Allerte: È attivo un sistema quotidiano di verifica dei bollettini del Ministero della Salute o delle previsioni Worklimate?
  • Protocollo fragili: Il Medico Competente ha individuato i lavoratori con prescrizioni o limitazioni per l’esposizione al caldo?
  • Misure tecniche e organizzative: Sono presenti punti d’ombra, locali rinfrescati, scorte di acqua potabile fresca e pause programmate?
  • Formazione e addestramento: I Preposti e i dipendenti sono addestrati a riconoscere i sintomi premonitori del colpo di calore e a prestare primo soccorso?

La Soluzione strategica

Gestire il rischio caldo rincorrendo le emergenze espone la tua impresa a contenziosi penali, interruzioni della produzione, scioperi e cali drastici di rendimento. La sicurezza sul lavoro non è un mero adempimento formale, ma un investimento strategico per tutelare le persone, la produttività e la continuità del business.

Affianco Datori di Lavoro, RSPP e direzioni aziendali nell’aggiornamento del DVR, nella strutturazione di protocolli operativi contro lo stress termico e nella formazione specialistica dei preposti.

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Fonti consultate

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) – Artt. 17, 18, 25, 28, 41, 63, 180 e Allegato IV.
  • Progetto Worklimate (CNR – INAIL): “Report sugli effetti negativi delle temperature elevate sulla salute dei lavoratori e sulla produttività lavorativa”, periodo monitorato 2026.
  • Ordinanze regionali per la prevenzione del rischio caldo e stress termico nei luoghi di lavoro.
  • D.M. n. 95/2025 e Circolari INPS in materia di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per eventi meteo estremi.
  • Atti di indagine e procedimenti giudiziari delle Procure della Repubblica e Servizi SPISAL territoriali (Brescia, Padova, Latina).

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