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Come individuare un preposto? Spunti per il Datore di Lavoro

L’individuazione formale del preposto non è un mero adempimento burocratico, ma un preciso obbligo sanzionato penalmente che blinda la responsabilità civile e penale del Datore di Lavoro. Saper selezionare la figura corretta all’interno dei reparti o in fase di assunzione permette di strutturare una catena di comando sicura, ottimizzando i processi e garantendo la continuità operativa del business.

Dal preposto “di fatto” all’individuazione obbligatoria ex D.Lgs. 81/08

Nelle dinamiche aziendali quotidiane esiste sempre un lavoratore che, per anzianità o competenza, assume una posizione di preminenza e coordina l’attività degli altri. Il diritto del lavoro definisce questo profilo come “preposto di fatto”. Tuttavia, l’impianto normativo attuale – modificato dalla Legge 215/2021 – impone al Datore di Lavoro l’obbligo tassativo di individuare formalmente i preposti, definendone chiaramente i confini d’azione.

Trattare questa figura come un peso burocratico significa esporsi a falle organizzative sistemiche. Il preposto deve essere individuato e scelto attraverso criteri oggettivi, bilanciando le competenze verticali (conoscenza tecnica delle lavorazioni) con le soft skills (leadership, comunicazione d’impatto, gestione dello stress), fondamentali per correggere i comportamenti insicuri e le prassi scorrette radicate nei reparti.

Criteri operativi per l’identificazione e la selezione del personale

Per identificare il preposto ideale tra i lavoratori già in forza, il management deve analizzare quattro parametri sul campo:

  • Autorevolezza spontanea: Identificare chi viene già percepito dai colleghi come punto di riferimento operativo.
  • Consapevolezza del rischio: Valutare la costanza del lavoratore nel rispetto delle procedure di sicurezza e nell’uso corretto dei DPI.
  • Capacità di monitoraggio: Verificare l’attitudine all’osservazione e l’immediatezza nel segnalare anomalie su macchine o impianti.

Quando si ricerca un nuovo collaboratore sul mercato, l’ufficio delle Risorse Umane (HR) deve inserire i requisiti di sicurezza già nel profilo di selezione. Coinvolgere l’RSPP in questa fase permette di somministrare test e questionari attitudinali mirati, valutando la capacità del candidato di risolvere i conflitti interni e di gestire situazioni critiche senza compromettere la produttività o l’incolumità dei lavoratori.

Il quadro sanzionatorio per il Datore di Lavoro e i costi della mancata vigilanza

L’omessa individuazione formale del preposto o il difetto di vigilanza sul suo operato espongono il Datore di Lavoro a pesanti sanzioni penali e civili, con un impatto economico immediato sul patrimonio aziendale in sede di accertamento ispettivo.

L’Articolo 18, comma 3-bis del D.Lgs. 81/08 stabilisce che il Datore di Lavoro e i dirigenti hanno l’obbligo stringente di vigilare sull’adempimento dei doveri da parte dei preposti. In caso di ispezione da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) o dell’ASL, la tolleranza di violazioni procedurali o la mancanza di una formalizzazione del ruolo comporta l’applicazione immediata dell’Articolo 55, comma 5, lett. d) del D.Lgs. 81/08, che prevede l’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.474€ a 6.388€ per le carenze legate agli obblighi organizzativi e di controllo. A questo si aggiunge il blocco parziale delle attività produttive e il rischio di rivalsa economica da parte dell’INAIL in caso di infortunio grave correlato alla mancata supervisione.

Matrice di corrispondenza: Ruolo, Sanzione e Soluzione manageriale

La tabella seguente mappa le criticità collegate alla gestione dei preposti in azienda, i rischi legali associati e la relativa soluzione strategica da implementare.

Criticità organizzativa Riferimento normativo Sanzione e Rischio economico Soluzione Strategica
Mancata individuazione formale del ruolo Art. 18, c. 1, lett. b-bis) D.Lgs. 81/08 Sanzioni amministrative e inefficacia delle tutele d’esonero 231. Verbalizzazione scritta della nomina e definizione dei confini di sovrintendenza.
Omessa vigilanza sull’operato del preposto Art. 18, c. 3-bis D.Lgs. 81/08 Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda fino a 6.388€ (Art. 55). Implementazione di checklist di controllo periodiche e audit con il RSPP.
Mancato aggiornamento formativo biennale Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 Invalidità della nomina, prescrizione ispettiva e sanzioni penali. Pianificazione automatizzata delle scadenze dei corsi tecnici e manageriali.

L’investimento formativo come leva di efficienza e conformità ESG

La formazione continua del preposto, oggi regolata in modo restrittivo dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, non deve limitarsi a un passaggio di nozioni teoriche. Aggiornare i preposti ogni due anni significa fornire loro strumenti pratici di Product Stewardship e comunicazione d’impatto.

Un preposto legittimato nel ruolo ed economicamente tutelato riduce drasticamente l’indice di frequenza degli infortuni, azzera i tempi di inattività dovuti a guasti o anomalie e migliora il clima di reparto. Questa solidità organizzativa si traduce in un ritorno economico diretto tramite la riduzione dei premi assicurativi INAIL (modelli di oscillazione del tasso per prevenzione) e qualifica l’azienda negli Audit ESG richiesti dai grandi committenti internazionali.

Checklist operativa per la tua catena di comando

Rispondi subito a queste cinque domande di controllo per misurare il livello di tutela e conformità della tua azienda:

  1. Tutti i lavoratori che esercitano un’effettiva attività di coordinamento nei reparti sono stati formalmente individuati per iscritto come preposti?
  2. Il tuo ufficio HR collabora sistematicamente con l’RSPP durante i colloqui di selezione per valutare la consapevolezza della sicurezza dei candidati?
  3. I preposti della tua azienda hanno completato i moduli formativi specifici in conformità al nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025?
  4. Esiste un registro documentato delle attività di vigilanza svolte dai preposti per dimostrare l’assenza di culpa in vigilando da parte del Datore di Lavoro?
  5. Il sistema disciplinare aziendale prevede sanzioni specifiche in caso di mancata applicazione delle direttive di sicurezza da parte dei preposti o dei lavoratori supervisionati?

Proteggi la tua azienda: richiedi un audit tecnico preliminare

La compliance formale non è sufficiente a proteggere il patrimonio aziendale di fronte a una contestazione ispettiva o a un infortunio sul campo. Se desideri mappare l’efficacia della tua catena di comando, ottimizzare i criteri di selezione dei tuoi coordinatori ed eliminare le falle procedurali che minacciano il tuo patrimonio, contattami oggi stesso per pianificare un audit tecnico preliminare personalizzato.


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