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Cooperazione e riflessione aiutano la gestione delle emergenze

Ti racconto

Nell’ultimo mese sono stato formatore di due Safety Day il primo in una grande azienda del comparto alimentare, mentre il secondo in un’azienda del tessile. Sono state due esperienze molto significative, a conferma che si possono formare i lavoratori in modi molto efficaci e divertenti senza per questo banalizzare l’importanza della salute sicurezza sui luoghi di lavoro. In entrambi gli eventi mi è stata assegnata la sessione sulle emergenze e la prevenzione incendi. Ti racconto cosa ho trasmesso ai partecipanti.

Nel primo Safety Day per un’azienda del comparto alimentare, mi è stata assegnata la conduzione di un’attività esperienziale nella quale i partecipanti (RSPP e RLS) dovevano organizzarsi per partire da un punto A e raggiungere un punto B passando in mezzo ad ostacoli di vario tipo, all’interno di un perimetro delimitato e con gli occhi bendati, entro un tempo limite prestabilito. Gli unici aiuti concessi erano un briefing iniziale dove il gruppo poteva organizzarsi secondo le regole impartite, ed avere una o più guide esterne al perimetro che indicavano i passi da compiere alle persone bendate. Al termine delle attività ai partecipanti veniva chiesto di scegliere una tra le parole “guida, orientamento, comunicazione, fiducia, cooperazione”.

Nella seconda giornata, invece, l’attività all’interno di un calzaturificio è stata più teorica e ho trattato più nello specifico alcuni argomenti fondamentali della prevenzione incendi: dai recenti decreti ministeriali alle procedure di emergenza in caso di incendio ed evacuazione, passando per le definizioni di base della materia. Al termine delle attività ai partecipanti veniva chiesto di scegliere una tra le parole “creatività, condivisione, riflessione, innesco, interazione”.

Cosa impariamo

Nella prima giornata la parola di feedback più scelta è stata “cooperazione”, mentre nella seconda “riflessione”. In che modo cooperazione e riflessione sono utili nella gestione delle emergenze e nella prevenzione incendi?

La sicurezza sul lavoro in azienda va vista come un sistema dinamico che si mantiene efficiente se tutti i soggetti cooperano in modo costante e senza soluzione di continuità; ad esempio: il singolo lavoratore coopera segnalando immediatamente qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza (cfr. art.20, c.2, lett. e) D. Lgs. 81/08) come un estintore non raggiungibile o una via di esodo ostruita, o la presenza di materiale infiammabile in prossimità di sorgenti di innesco; il preposto coopera richiedendo l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa (cfr. art.19 c.1, lett. c); il datore di lavoro coopera adempiendo ai vari obblighi normativi (li vedremo tra poco), ma soprattutto cerca di sensibilizzare con costanza i diversi soggetti. Quando accade un’emergenza reale la cooperazione diventa fondamentale, perché se il sistema di emergenza non si attiva tempestivamente i danni a persone e cose possono essere gravissimi.

Ecco quindi che possiamo considerare utile la parola “riflessione” anche per la gestione delle emergenze e la prevenzione incendi. Infatti, spesso mi capita di andare in sopralluogo come RSPP esterno o seguire aziende e trovare diverse non conformità in materia di prevenzione incendi e gestione delle emergenze: Piani assenti, presidi scaduti o non posizionati correttamente, assenza di previsione di emergenze diverse dall’incendio, materiale infiammabile vicino a sorgenti di innesco, ricarica dei carrelli elevatori non conforme, CPI scaduti, corsi di formazione addetti antincendio scaduti o non fatti, nomine assenti, prove di evacuazione che lasciano a desiderare e potrei continuare con il lungo elenco.

Estintore sostituito da espositore vini

In questi casi la riflessione, intesa anche come sensibilizzazione per tutti i livelli aziendali, è d’obbligo; ma è utile pure nei casi in cui le aziende hanno una cultura della sicurezza piuttosto matura. È il caso del secondo Safety Day, sebbene l’azienda sia un esempio per misure di prevenzione e protezione adottate, alla domanda che ho posto ai discenti: “se succede un incendio sapete cosa dovete fare?” oppure, “sapreste indicarmi dove trovare la valvola di intercettazione del gas?” ho ricevuto risposte differenti, e non tutti conoscevano esattamente i vari comportamenti da adottare elencati nonostante l’informativa ben visibile nelle bacheche.

Alcune domande sulla prevenzione incendi e gestione emergenze che pongo durante i corsi:

  • Sapete in quanto tempo può diffondersi un incendio?
  • Quali sono le azioni da fare e quelle da non fare durante un incendio?
  • Quale è l’estinguente più adatto per un incendio di un’apparecchiatura elettrica?
  • Cosa fare se il fumo impedisce di proseguire l’esodo?

Le emergenze non ci telefonano prima, quando avvengono abbiamo pochi minuti per agire in modo corretto ed evitare maggiori danni alle persone e alle cose. Per questo è fondamentale la cooperazione, ma altrettanto importante è riflettere prima affinché si adottino tutte le misure preventive e protettive necessarie per evitare il più possibile emergenze come un incendio e, nel caso accadesse, mitigare il più possibile i danni conseguenti: pena gravi danni alle persone, la perdita del patrimonio aziendale e del lavoro.

Gli obblighi del Datore di Lavoro

Tra i tanti obblighi in capo al DdL elenco1:

  • predisporre le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato (art.15);
  • valutare tutti i rischi (art.17)
  • designare preventivamente i lavoratori incaricati all’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque di gestione dell’emergenza (art.18 c.1, lett. b);
  • adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché soltanto i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa (art.18 c.1 lett. h);
  • adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’art.43 […] (art.18 c.1 lett. t);
  • Rimando poi alla Sez. VI (Gestione delle emergenze) del D.Lgs. 81/08 e all’art.46.
  • Vi sono poi da considerare il Codice di Prevenzione Incendi, e i DM 1,2,3 Settembre 2021 con le relative successive modificazioni ed aggiornamenti.

Approfondimenti

Dal primo dicembre 2023 al 30 novembre 2024 i Vigili del Fuoco in Veneto hanno svolto 6.556 interventi per incendi, 219.485 sul territorio nazionale. Tra i più rilevanti in Veneto quello del 2 maggio all’azienda di detergenti e imballaggi plastici Imp ad Altavilla Vicentina; del 6 agosto al magazzino Aumai a Conegliano (Treviso); il 24 agosto in un magazzino di prodotti chimici conciari a Monticello Conte Otto (Vicenza)2.

Domande frequenti in aula

Riporto alcune domande che mi vengono poste durante la formazione:

  • Quanti devono essere gli addetti antincendio?
  • Ogni quanto va fatto l’aggiornamento?
  • Come si usa un estintore?
  • Il preposto deve essere anche addetto antincendio?
  • Cosa deve sapere, e cosa saper fare, un lavoratore in caso di emergenza?
  • Un’attività a rischio basso è soggetta alle norme del Codice di Prevenzione Incendi?
  • Come si identifica un’attività a rischio incendio non basso?

Cosa posso fare per la tua azienda

La materia antincendio è molto complessa e richiede competenze specifiche. Sono in grado di darti il supporto necessario per analizzare la situazione a partire da un sopralluogo. Da lì posso:

  • Assisterti nella gestione documentale come nomine, elaborazione di procedure di emergenza, prove di evacuazione, organizzare il piano dei controlli e delle verifiche periodiche;
  • Promuovere l’informazione attraverso campagne di sensibilizzazione e pianificare la formazione;
  • Metterti in contatto con i partners con cui collaboro per svolgere i corsi per addetti antincendio e gestione delle emergenze.
  • Metterti in contatto con i tecnici specializzati in Valutazione del Rischio incendio e nelle varie pratiche richieste dai Vigili del Fuoco

Note
  1. Elenco non esaustivo ↩︎
  2. Fonte: il Mattino di Padova ↩︎

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