Alla Madonna dell’Uva Secca, frazione di Povegliano Veronese, c’è una storia di comunità molto particolare, una storia che dura da mezzo secolo e nata dalla passione degli abitanti della via, e dei giovani di allora, per un luogo che è sempre stato la loro casa.

Quel luogo è il Santuario della Madonna dell’Uva Secca, edificio dedicato al culto già dal VII° Secolo e che nei secoli ha subìto molte vicissitudini e – sebbene sia un santuario senza miracoli – il miracolo di questo luogo è che si sia conservato per un millennio. Parte di questo miracolo risiede nell’amore e predilezione degli abitanti della frazione e del paese, e in quei giovani di cinquant’anni fa che – come scrivono gli autori dell’opuscolo edito da CROMA di Dossobuono nel 2005:

Questa era la tragica situazione della chiesa di Madonna dell’Uva Secca nell’estate del 1973: se n’erano “andate” moltissime suppellettili, anche di valore, e nulla era stato ricollocato al suo posto perché prevalevano l’incuria e il disinteresse, pur essendo i tempi non solo pacifici, ma anche di diffuso benessere. Ma è proprio a questo punto che la storia cambia: la gente del posto riprende a difendere a denti stretti la sua chiesa: merito che non sarà mai dimenticato”

Il 18 aprile 1986, trentasei anni orsono, nacque il “Comitato per il Santuario della Madonna dell’Uva Secca” e di lì in poi iniziò il poderoso lavoro di recupero e di restauro della chiesa grazie alle ingenti e numerose offerte di privati e parrocchiani, e alla Festa dell’Assunta (la Sagra con la S maiuscola, cit.) che negli anni è diventata un’istituzione di richiamo dal mantovano a tutto il Veneto. Il 5 dicembre 1990, terminata la tinteggiatura interna, si racconta che i presenti esplosero di gioia perché l’opera di recupero era finalmente compiuta.

Questo miracolo popolare, non sarebbe stato possibile senza un sentimento di comune e profonda appartenenza ad un luogo sacro non soltanto dal punto di vista religioso, ma anche per l’identità e la storia che ha plasmato il comune di Povegliano Veronese. Per i poveglianesi, la Madonna dell’Uva Secca è patrimonio dell’umanità, della loro comunità, e come tale va custodito e difeso dalle insidie della storia e da quella cancel culture che vede nei monumenti qualcosa di senz’anima, e invece l’anima ce l’hanno eccome! ed è l’anima di chi – nei secoli – ha costruito e plasmato questo luogo.

Quest’anno, finalmente, si ritorna in festa da mercoledì 10 agosto a martedì 16 con l’edizione numero 48. Un ricco programma di festa popolare e di devozione mariana che unisce la convivialità, le musiche e le danze, la fornitissima pesca di beneficienza, le visite guidate al Santuario, le sante Messe, e il tradizionale brodo con sate de galina del 15 agosto. Una settimana in cui si cementa il senso di appartenenza non soltanto ad una comunità, non soltanto ad un luogo così speciale, ma anche ad una storia che lega lungo i secoli le tantissime persone che hanno dato cuore e passione per la Madonna dell’Uva Secca.